
Quando, per la prima volta, mi è stato chiesto se sapessi o meno cosa fosse il web 2.0, la mia risposta è stata “no”. E invece sì, lo conoscevo. Lo conoscevo da diversi anni, ne avevo avuto esperienza diretta, e senza neanche saperlo.
Il web 2.0 è subentrato al web come l’inverno si trasforma in primavera, senza farsi troppo notare, fino a quel giorno che fa davvero caldo e ti rendi conto che “oh, è primavera!”
Quella volta, quando mi hanno chiesto -e poi spiegato- cosa fosse il web 2.0, è stata il mio primo giorno di primavera. In quel momento mi sono resa conto di come fosse cambiato il mio modo di usare internet, e anche il mio modo di pensare.
Ho pensato che potrebbe essere stato così solo per me, una distratta utente di internet. Poi però ho chiesto a diversi conoscenti di suggerirmi spunti per questo articolo sul web 2.0, e la risposta di tutti è stata “web che?”. Forse sono un’utente distratta, ma l’utente distratto è molto comune. E non si accorge che il web 2.0 gli sta cambiando la vita.
Più o meno sette anni fa ho letto per la prima volta di un nuovo fenomeno che arrivava dagli Stati Uniti: “i weblog”, per gli amici “blog”, che in America si stavano diffondendo a macchia d’olio, e si avviavano a diventare una nuova forma di giornalismo. Anche qui in Italia era stata creata la prima piattaforma per i blog: Splinder.
Così aprii il mio primissimo blog, per il solo gusto di provare, di lasciare anch’io un segno sul web. Quel blog poi non è mai stato aggiornato, ma è rimasto nell’affollato limbo dei blog abbandonati a ricordare il mio inconsapevole ingresso nel web 2.0.
Man mano, con gli anni, ho scoperto e conosciuto altre facce del web 2.0, e a ogni scoperta il mio stare su internet cambiava. Se prima il mio uso “attivo” della rete si limitava alla posta elettronica e i forum, ora si stava allargando, fino quasi a diventare solo attivo. Questo però è stato un processo graduale, accaduto sotto i miei occhi senza che io me ne accorgessi, anche perché, dopo i blog, la prima “scoperta 2.0″ è stata Wikipedia, che molti considerano come l’apoteosi del web 2.0, e forse lo è, ma non per tutti: per me, come per tanti altri, Wiki è sempre stato un sito di sola consultazione, come può essere quello dell’Encyclopædia Britannica.
La vera rivoluzione c’è stata dopo, con siti come Flickr o, ancora di più, Yahoo Answers: “finalmente un posto dove a risponderti sono persone vere, e non un anonimo motore di ricerca” ho pensato quando l’ho scoperto, “che bello usare internet per aiutare qualcuno e condividere le conoscenze in modo facile!”. Dopo poco tempo, la mia lista dei controlli giornalieri era diventata quasi esclusivamente 2.0: Flickr, Yahoo answers, I blog preferiti, YouTube, Facebook… Avevo il mio web “su misura”: mi salutava per nome, mi mostrava solo quello che mi interessava, sceglieva tutto per me.
Solo quel giorno della mia “scoperta” del web 2.0 ho aperto gli occhi su questo fenomeno, sulla mia lista dei segnalibri, e su quanto il fenomeno sociale del web 2.0 fosse ormai diffuso.
Ormai ha iniziato a fondersi con la televisione e perfino con la vita reale, con siti come iltrono.it, che aprirà tra meno di un mese, e promette una rivoluzione. Iltrono.it è un sito come tanti, che permette di creare blog e spazi personali per foto e video, ma con un servizio in più: il trono. Vale a dire, una volta a settimana un utente “tronista” sceglierà con chi degli iscritti incontrarsi dal vivo, con tanto di telecamera e troupe televisiva, il tutto in diretta sul sito.
E allora mi chiedo se non sia un po’ troppo, e spero che il web 2.0 non sia già così radicato nelle nostre abitudini da diventare la vita vera, piuttosto che la sua ombra.





Noooo, mariadefilippiduepuntozero nooooo :O